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  →   giovedì, novembre 27
  
Un 'emozione di birbastella, nata alle 19:23, e che durerà per sempre...

Per quella volta che....

Per quella volta che entrai al battesimo nella Curva Azzurra a metà degli anni novanta, in un match contro la Spal ...
Per quella volta che mi facesti piangere, dopo la sconfitta col Varese ...
Per quella volta che ci salvammo dallo spettro serie C ...
Per quella volta che contro il Milan tornammo in B, quando ero troppo piccola per ricordare, ma di cui ho tanto sentito parlare ...
Per quella volta che si collegarono alla tv e l'emozione impediva ogni commento ...
Per quella volta che Carruezzo la sbatte' nel sacco all'ultimo minuto, contro i livornesi ...
Per quella volta che Capitan Ferro corse fuori dagli spogliatoi rigonfio di rabbia, gioia ed orgoglio ...
Per quella volta che Dominissini fu esonerato ...
Per quella volta che vincemmo 4-1 col Modena ...
Per quella volta del trionfo piccolo ma toccante, in cui mi facesti rivedere la serie A ...
Per quella volta in cui, senza che nessuno ci credesse, fummo primi della serie cadetta ...
Per quella volta che ci fu dato l'ennesimo rigore contro ...
Per quella volta che Gigi Meroni giocò vestito d'azzurro ...
Per quella volta che il destino ci privo' della farfalla cresciuta qui ...
Per quella volta sul prato del Sinigaglia, quando non seppi trattenere le lacrime ...
Per quella volta che l'orgoglio continuò a crescere, con te Como gia' caduto in terza serie ...
Per quella volta assai recente, quando si pareggio contro la Juve a casa loro...
Per quella volta in cui corsi in mezzo allo stadio, con gli occhi pieni di emozione ...
Per tutte le volte che si entra col petto rigonfio di te ....
Per ogni volta che mi rendo conto che non sei "solo" una squadra di calcio ...
Per ogni volta che ci dai la forza di urlarti il nostro amore con quel rabbioso, inimitabile ed assordante FORZA COMO ...
Per tutti questi motivi e per altri mille ancora, Como t'amero' per sempre ed ogni giorno di piu'.






















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  →   mercoledì, novembre 26
  
Un 'emozione di birbastella, nata alle 21:07, e che durerà per sempre...

"FORSE NON FAI PIU' PARTE DELLA MIA VITA, MA FAI PARTE DI ME.
HO LASCIATO CADERE UNA LACRIMA NELL'OCEANO...
QUANDO LA RITROVERO' SMETTERO' DI VOLERTI BENE."



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  →   domenica, novembre 23
  
Un 'emozione di birbastella, nata alle 17:26, e che durerà per sempre...

Un angelo ci mise mano nella mano, e da quel giorno, solo tu nella mia vita, solo tu nel mio cuore, solo e sempre tu, UNICO GRANDE AMORE!!!

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  →   sabato, novembre 22
  
Un 'emozione di birbastella, nata alle 15:26, e che durerà per sempre...

Dovrei parlare di meno e ascoltare di più.

Dovrei insistere meno nell'avere i finestrini dell'auto chiusi durante una bella giornata estiva perché i miei capelli sono già stati stilizzati e laccati.

Dovrei bruciare la candela a forma di rosa prima che si sciolga col tempo, naturalmente.

Dovrei sedermi sul prato con i bambini senza preoccuparmi delle macchie d'erba.

Dovrei piangere e ridere di meno quando guardo la televisione e ridere e piangere di più osservando la vita.

Dovrei andato a letto quando sono malata invece di far finta che il mondo si fermerebbe se non fossi li per quel giorno.

Non dovrei comprare qualcosa solo perché è pratico, non mostra macchie o è garantito a vita.

Dovrebbero esserci più "Ti amo" e "scusa", ma soprattutto bisognerebbe vivere la vita in pieno ogni momento...

BIRBASTELLA alias SERENELLA1987















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  →   domenica, novembre 16
  
Un 'emozione di Serenella1987, nata alle 23:06, e che durerà per sempre...

La gente crede allo sport come metafora della vita, lo sport è la vita combattuta con altre armi, e parlare di sport è raccontarsi la vita. Lo sport si incrocia con i destini reali, è materia semplice eppure difficile, è romanzo popolare, è il mondo dei sentimenti, un mondo che va sempre a farsi e mai a disfarsi, neppure con la morte.

Forza Como

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Un 'emozione di Serenella1987, nata alle 20:41, e che durerà per sempre...

Con il danaro si fa tutto, tranne gli uomini.
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  →   giovedì, novembre 13
  
Un 'emozione di Serenella1987, nata alle 19:35, e che durerà per sempre...

Non sono una signora
una con tutte stelle nella vita.
Non sono una signora
ma una per cui la guerra
non è mai finita
Non sono una signora
una con troppi segni nella vita
oh no, oh no...








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  →   mercoledì, novembre 12
  
Un 'emozione di Serenella1987, nata alle 22:01, e che durerà per sempre...

Tutte le morti sono violente. Soprattutto per coloro che si trovano qui. Di colpo, quel corpo che conosciamo si trasforma in qualcos'altro che non ci appartiene più né ci riguarda. La pelle acquisisce una sorta di strana trasparenza. Si fa traslucida come se fosse stata lavata, sfregata e tesa fino al limite estremo. Evitiamo di toccarla affinché l'incantesimo non si infranga e ci limitiamo a guardarla da lontano, con una certa invidia per quell'aria di nitore che la avvolge. In fin dei conti, la morte è come le pulizie di primavera o d'autunno: organizzata e, soprattutto, purificatrice.
Si muore e tutto ricomincia. Un ciclo si chiude, se ne apre un altro. Proprio come succede con le scarpe e i vestiti che conserviamo per anni, vergognandoci di averne decretato la fine; finché un giorno prendiamo coraggio e ce ne liberiamo, e ventiquattr'ore dopo non ricordiamo più che siano esistiti. E' così anche con i morti. Un caso di gestione dello spazio. Un riassetto. Un sollievo. Un passaggio.
Sono quindici anni che lotto con i morti. Che li taglio, li peso, li rivolto al contrario per capire il loro mistero. Ho visto corpi di vecchi ricoperti da croste e sporcizia accumulata in anni di trascuratezza. Con le unghie talmente lunghe e dure che parevano di pietra, come artigli ormai inutilizzabili per la difesa. Ho visto corpi folgorati nella vasca da bagno. Corpi con la trachea corrosa da qualche acido oppure deviata dalla forza di una corda. Corpi così corrosi dall'acqua marina o dai granchi che soltanto attraverso i denti era possibile stabilire a chi fossero appartenuti. Ho visto corpi di bambini violati con raffinatissima perversione. Corpi forati da proiettili, lacerati da coltelli, graffiati, trascinati, picchiati. Ho visto corpi, molti corpi. E tutti gridavano giustizia.

Da "questo è il mio corpo"
di Filipa Melo




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  →   mercoledì, novembre 05
  
Un 'emozione di Serenella1987, nata alle 17:06, e che durerà per sempre...

Ognuno ha scelto come d' incanto il suo luogo di vita,
il suo luogo di sogno e la sua realtà.
Chissà se negli orizzonti più vasti,
quando il cielo e la terra
formano una linea continua,
il silenzio e il dolce cambio di colori
riescono a offrire finalmente la tranquillità.
Ovunque c'è amore nella natura
ed in essa,
il risvegliarsi dei suoni
produce effetti di vita appagata.

Vivo nei sogni della luna
vivo sempre sopra di te
conoscerti senza un perché
amarti tutte le volte...
Vivo nella realtà del sole
vivo sempre nei tuoi occhi
incontrarti dove vuoi te
amarti tutte le volte...




















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Un 'emozione di Serenella1987, nata alle 17:05, e che durerà per sempre...

Como è... una giornata al Tempio Voltiano con il sole che accarezza il lago davanti a noi e che poi lentamente scompare dietro i monti. Alla fine incontri sempre qualcuno che conosci, anche quando proprio non vorresti vedere nessuno. A volte è persino quasi impossibile riuscire a raggiungere il bar ed altre volte invece aspetti che si faccia sera, seduto sul muretto vicino al monumento ai caduti, settimana dopo settimana, nello stesso posto. Como è... noi abitudinari, con i nostri punti fermi, un po' chiusi, un po' introversi, un po' diffidenti. Non ci apriamo subito con chi non conosciamo, guardiamo a volte con sospetto chi arriva in mezzo a noi e non perché temiamo qualcosa ma forse perché amiamo le nostre certezze e tutto ciò che non conosciamo, almeno un po', almeno all'inizio, ci intimidisce. E rispettiamo gli spazi degli altri, non amiamo entrare a forza. Como è... l'unica città che quando piove diventa più bella, malinconica certo,ma bella, con il lago che raccoglie tutte le gocce di pioggia, e la gente che si ripara sotto gli ombrellini colorati. Como è... la brioches calda, profumata, mangiata alle 5 del mattino dopo una notte fuori, oppure all'intervallo a scuola o seduta su una panchina quando la scuola decidi invece di saltarla. A casa a colazione il sabato mattina nel caffè-latte, o come dolce a pranzo. Como è... la passeggiata sul lungolago, bella, bellissima, con le sue ringhiere, le panchine e le onde create dai battelli; incontri gente che corre, famiglie con il passeggino, fidanzati mano nella mano ed anziani che leggono il giornale, senegalesi che vendono originalissime imitazioni di borse ed occhiali firmati. Puoi vedere tutto il ramo più bello del lago. Un angolo di paradiso che ci rilassa, ci rasserena, magari anche un venerdì sera in cui non si è fatto niente ed in cui ci si ritrova con gli amici a parlare, su una di quelle panchine. Como è... la città murata, e le vie del centro, che non sono piccole, strette ed umide, ma vive, che hanno la storia della città tra le pietre, che portano il profumo delle antiche trattorie, che ci regalano un po' di respiro nelle calde serate estive e che ci riparano dal vento in inverno. Luogo non stabilito di ritrovo di tutti. Como è... bellissima anche d'inverno, quando le immagini in televisione mostrano la nebbia, a volte la neve, ed un sole soltanto un po' più pallido di quello primaverile che ci fa ritrovare il nostro Lario. Como è... un'emozione quelle rare volte in cui cade la neve, perchè ormai anche qui non se ne vede più. Como è... la polenta vuncia. Como è... i sabati pomeriggio a girare per il centro con i suoi negozi un po' più snob e quelli invece più a portata di tutti. Como è... il Duomo e tutte le statue di chi da Como è passato, segnandone la storia. Como è... i sensi delle strade cambiati ogni sei mesi, le buche nell'asfalto coperte solo dopo che è caduto qualcuno, i perenni lavori e le pezze messe a coprire ancora più pericolose dei buchi. Como è... troppo stretta per le nostre ambizioni, troppo antica, siamo contenti di poter andare via appena possibile ma poi ci sentiamo smarriti, come se ci avessero tolto di notte, all'improvviso, la nostra calda e sicura coperta; ci manca il lago, ci manca la sua riservatezza e non vediamo l'ora di poter tornare. Como è... il dialetto che ormai in pochissimi parlano, ma che quasi tutti capiscono. Como è... la diga sul lago, il sole in faccia, le barche veloci, gli alberi fioriti e la serenità negli occhi. Como è... la città di Volta, perchè senza di lui saremmo tutti al buio. Como è... le gite in barca, Bellagio e Cernobbio, ancora più belle se viste dal largo. Como è... le nuvole che si riflettono nel lago che sembra più scuro. Como è... la notte silenziosa tra le luci malinconiche. Como è... il Sinigaglia che ogni anno diventa più vecchio, ma a cui tutti siamo nostro malgrado affezionati. Como è... la fiera di Natale, e il palio del Baradello. Como è... la città più bella d'Italia!!!

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  →   martedì, novembre 04
  
Un 'emozione di Serenella1987, nata alle 17:16, e che durerà per sempre...

Ero a casa che giocavo con una pallina, fingendo di essere Gigi Meroni contro l'intera difesa della Juve. "Ecco Meroni che avanza...". Mi facevo tutto da solo, anche la radiocronaca. "... Meroni dribbla Castano, poi Bercellino, ora è davanti alla porta della Juve...". Suonò il campanello ed era un bambino che abitava sotto di me, lo juventino con la faccia più da juventino che io abbia mai visto. "Meroni è morto, è morto", strillava. Rosso in viso e con la palletta fra i piedi, gli urlai: "Non è vero! Meroni sono io!". Avevo già scartato tutta la Juve e avrei sicuramente fatto gol, se quel gobbo ... "Meroni tu? Ma cosa dici, sei scemo? Accendi la tele: è morto stanotte, l'ha preso sotto una macchina". Niente aereo, stavolta. Piansi tutte le lacrime del mondo. Maledissi Meroni che mi aveva lasciato solo, il Toro che lo aveva fatto morire, mio padre e le sue favole idiote. Troppa sofferenza, mi dispiace, quella squadra non avrebbe avuto il mio cuore. Andai al mio primo derby convinto che fosse l'ultimo. Volevo solo distrarmi, vedere qualcosa. Vidi abbastanza: Nestor Combin segnò una tripletta (l'aveva giurata sulla tomba di Meroni) e vincemmo 4 a 0 fra i singhiozzi: tipica gioia da Toro. All'uscita sentii mio padre dire a un suo amico: "Oggi sembrava proprio di veder giocare quelli là". "Chi sono ''quelli là''?", gli chiesi. "Il Grande Torino", rispose lui, indicando la basilica sulla collina....

A sei anni un bimbo a strisce mi annunciò ghignando la morte di Gigi Meroni. Magari mi illudo, ma credo che un bambino del Toro non avrebbe mai dato la notizia della morte di Scirea a un suo coetaneo pigiamino in quel modo...

E' il cuore toro che fa lo stile, quel cuore che non smette mai di battere neppure quando sei la squadra più forte del mondo e una collina ferma quel volo, quando hai il calciatore più forte al mondo e un incredibile incidente te lo porta via, quando perdi una finale Uefa dominandola con tre pali presi, quando per vincere una banale coppa Italia snobbata da tutti devi  vederti fischiato contro tre rigori (di cui due assolutamente inesistenti) nella stessa partita, quando perdi ai rigori due coppe Italia consecutive (e lasciamo perdere il modo), quando nel clou del campionato un incidente colpisce Radice e scompare il mitico Capitan Ferrini lasciando un vuoto incolmabile, quando perdi un campionato realizzando 50 punti su 60 e il punteggio massimo della seconda nella storia del calcio Italiano a 16 squadre è  43 punti... Ci vuole molta memoria e ci vuole molta fantasia. E tutti ricordano la fantasia di Gigi Meroni, farfalla granata che qualcuno sembra aver voluto bene per davvero.

Massimo Gramellini

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  →   lunedì, novembre 03
  
Un 'emozione di Serenella1987, nata alle 18:27, e che durerà per sempre...

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